Selezione naturale delle pietre: introduzione
La scelta della pietra naturale nei progetti edilizi deve basarsi sul metodo, sulla consapevolezza e sulle conoscenze scientifiche e tecniche.
Oggi il mercato offre una vastissima gamma di pietre naturali che vengono sottoposte a trasformazioni e trattamenti diversi per renderle versatili e applicabili in svariati contesti, modificando caratteristiche e prestazioni.
Ormai il gusto personale, dettato da esigenze estetiche e architettoniche oggi sempre più complesse si scontra con le esigenze funzionali di un edificio e, in generale, di una struttura in cui domina l’elemento lapideo, trascurando l’obiettivo principale che è progettare con criterio, eseguire bene e preservare l’opera dal degrado.
La pietra come materiale unico
A differenza dei materiali artificiali, come i compositi industriali dove è possibile creare prodotti con una certa uniformità e ripetibilità, ogni tipo di pietra porta può portare con sé variazioni cromatiche, di tessitura, andamento delle venature e presenza di inclusioni. Sono queste particolarità a rendere la pietra naturale talvolta irripetibile anche all’interno della stessa formazione geologica. Tale cambiamento di “facies” ne definisce classificazione scientifica e, soprattutto, denominazione commerciale.
Il concetto di uniformità e omogeneità
Capiamo, quindi, che il concetto di “uniformità” diventa naturalmente astratto, ma l’importante è garantire l’omogeneità con consapevolezza e onestà verso progettisti e committenti, stipulando accordi attraverso consenso informato ben chiaro fra tutte le parti coinvolte.
Quando scegliamo una pietra naturale come rivestimento, non basta valutare un singolo campione isolato.
Bisogna considerare come si presentano nel complesso elementi come:
- Colore
- Presenza di impurità a cui si associano variazioni cromatiche e nell’estetica
- Venature
- Laminazioni
- Cavità
- Finiture
- Trattamenti superficiali

Fig.1 Lastra di marmo con finitura lucida caratterizzata da venature e aloni arancioni per ossidazione delle impurità presenti, probabilmente solfuri.
È fondamentale osservare un insieme di lastre di riferimento, di dimensioni e varietà tali da essere rappresentative del materiale nella sua globalità (Fig.2).
Solo così è possibile apprezzare il risultato finale, ovvero come il rivestimento apparirà una volta posato in un progetto reale. L’osservazione deve avvenire alla luce naturale, da circa due metri di distanza, come farebbe chi guarda una parete rivestita, così come prescritto dalla norma EN 1469.

Fig.2 Mock up di osservazione globale di un rivestimento con i campioni di referenza
Questi aspetti non dovrebbero mai diventare motivo di contenzioso dopo la posa a meno che le disomogeneità e irregolarità non siano sproporzionate rispetto al campione di riferimento.. Per evitarlo, è sempre consigliabile farsi guidare da un professionista nella selezione della pietra, soprattutto se presenta texture complesse o suscettibilità ad alterazione cromatica.
Quindi scegliere consapevolmente significa valorizzare la bellezza autentica della pietra.
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